DOTTORESSA
EDITH ELEONORA MINCUZZI
Info
Sono una psicologa clinica mi occupo di consulenza agli individui alle coppie e alle famiglie.
Amo il mio lavoro e credo fermamente nel potere benefico delle relazioni, nella bellezza della vita in ogni suo momento, bello o brutto che esso sia.
I pazienti che si rivolgono a me potranno trovare il loro benessere con un percorso mirato che tende a sbloccare le risorse di cui sono in possesso: tale percorso costituirà per la persona un investimento che andrà a fare parte del bagaglio esperienziale dal quale potranno attingere oggi, domani e in futuro.
La presa in carico del paziente avviene già dal primo contatto telefonico e dal primo colloquio durante il quale ha luogo un'attenta valutazione della sua richiesta.
Sarà possibile individuare, già in una fase iniziale, qual è il percorso più efficace per risolvere il problema del paziente e procedere, quindi, in tale direzione.
Svolgo da anni l'attività di psicologa - psicoterapeuta e mediatrice familiare a Roma.
Dalla mia esperienza personale e successivamente di tirocinio nei reparti di ematologia e otorino-laringoiatria, dove seguivo pazienti affetti da malattie oncologiche, ho imparato che la vita è cambiamento, che siamo esseri in continua evoluzione e che persino dai momenti brutti possiamo ricevere cose positive: anche il dolore fa parte di noi e ci arricchisce.
Grazie al percorso svolto in ospedale ho scelto di diventare una psico-oncologa e attualmente lavoro in questo campo presso il Policlinico A. Gemelli sostenendo pazienti affetti da malattie oncologiche e i loro familiari.
In ambito privato mi occupo del disagio psichico e relazionale di adulti, coppie e famiglie nei vari cicli di vita accogliendo le difficoltà e i problemi che ogni fase può generare.
Come mediatrice familiare, accompagno le coppie che scelgono il difficile percorso della separazione verso la risoluzione del conflitto che ha portato alla crisi ed alla mancanza di dialogo, che molto spesso si ripercuote sul benessere dei figli e degli stessi genitori.

Ho abbracciato il modello psicodinamico - psicanalitico poiché ritengo che i problemi debbano essere affrontati nel `qui ed ora`, ma comprendendone soprattutto l'origine così da poter aiutare i pazienti ad effettuare un percorso di consapevolezza che li porti a non commettere gli stessi errori.
I pazienti che si rivolgono a me potranno trovare il loro benessere con un percorso mirato che tende a sbloccare le risorse di cui sono in possesso.

Abilitata all'esercizio della professione ed Iscritta all' Albo degli Psicologi della Regione Lazio n°17020
Iscritta all'associazione di mediatori familiari A.I.M.e.F n°1552 e alla Società Italiana EMDR.
Sono Socio dell'Associazione Scientifica `The Internacional Association for Psychoterapy in Institutional Setting` I.A.P.I.S.
Attività privata di Consulenza Psicologica e Psicoterapia, Mediazione Familiare e Tecniche di rilassamento.
P.I. 12912691008
Lavoro presso la Fondazione Policlinico Gemelli in ambito psico-oncologico fornendo supporto ai pazienti e loro familiari.
Collaboro con l'Istituto HFC come consulente psicoterapeuta e, in ambito della formazione, di una parte della gestione dei corsi in mediazione familiare all'interno dei quali tengo dei moduli di lezione sulla psicoanalisi.
Collaboro con l'Agenzia Italiana Genitori Separati (AIGES) agenzia nazionale per la tutela di genitori e figli nella separazione e nel divorzio.
SUPPORTO PSICOLOGICO E PSICOTERAPIA
Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i problemi, i disturbi (o i sintomi) in grado di motivare la richiesta diuna consulenza psicologica.
Solitamente è nei momenti di crisi che si è più disposti a cogliere l'opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all'improvviso e minacciano gli equilibri psicologici di chi le subisce.
Il sostegno psicologico si rivolge a coloro che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenze, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico e costituisce un supporto fondamentale in tali situazioni di disagio emotivo poiché risulta essere un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Attraverso la psicoterapia, invece, è possibile analizzare il problema che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l'intervento più appropriato attraverso un lavoro mirato a raggiungere un cambiamento che si concretizza in uno stato maggiore di benessere personale, non inteso necessariamente come risoluzione totale e definitiva dei problemi presentati all'inizio, ma come acquisizione e attivazione di risorse, di strumenti necessari per affrontare problematiche passate, presenti o future.
Ciò che si raggiunge al termine di un percorso terapeutico, è la capacità di riflettere su se stessi, che porta ogni paziente a porsi nuove domande, nuovi dubbi, raggiungendo un diverso livello di consapevolezza di sè, relazionale, legato all'acquisizione di nuove capacità di collegare e dare senso agli eventi.
Gli incontri offrono, quindi, un'occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali.
L'intervento mira a promuovere lo sviluppo, l'autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio modo di affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.
Gli incontri generalmente si svolgono con cadenza settimanale salvo diversa indicazione
TECNICHE DI RILASSAMENTO
Il Training Autogeno, ideato dallo psicoterapeuta tedesco J. H. Schultz, è una tecnica di rilassamento che consente, mediante il raggiungimento di uno stato di autodistensione, di modificare tensioni psicologiche e corporee.
Training Autogeno significa, letteralmente `allenamento auto generato', l'etimologia della parola ci avvicina alle enormi potenzialità di questa tecnica; Per `training` intendiamo l'apprendimento graduale di esercizi sistematici e ripetuti, che in questo caso riguardano l'aspetto somatico e psichico, `autogeno`perché questo tipo di allenamento ha la caratteristica di non dover essere diretto da altri, ma `auto-generato`.
Il T.A. è un metodo che, una volta appreso, l'individuo padroneggia e utilizza, senza l'ausilio dello psicologo, secondo le varie esigenze e nei diversi momenti critici della vita.
Il T.A. esercita un allenamento finalizzato a migliorare le proprie prestazioni, siano esse lavorative, sociali o artistiche, mediante la distensione (e quindi la diminuzione di un'eccessiva emotività e ansia), e gli esercizi anticipatori (utilizzando le rappresentazioni mentali e immaginative, per esempio di esami, interrogazioni, gare) e attraverso formule di autosuggestione tese all'aumento della propria autostima, autoefficacia e delle proprie abilità.
Anche nelle prestazioni lavorative il Training Autogeno può rivelarsi un potente alleato per ottimizzare il proprio rendimento e smorzare tutte quelle tensioni relative a atteggiamenti, conflitti o stress legati all'ambiente di lavoro. L'atteggiamento interiore col quale ci si approccia al lavoro, di aggressiva competitività o di eccessiva passività e dipendenza ad esempio, può compromettere il rendimento lavorativo anche in persone capaci e preparate là dove insorgano malattie o sintomi fisici da stress e i vissuti di frustrazione, inutilità e svalutazione di sé finiscano per avere il sopravvento.
Col Training Autogeno è possibile modificare atteggiamenti e comportamenti controproducenti migliorando il rendimento lavorativo e diminuendo stress e tensioni correlate.
Applicazioni del Training autogeno:
Disturbi del sonno
Disturbi dell'alimentazione e della digestione
Nevrosi motorie (Onicofagia, bruxismo, balbuzie)
Crisi e attacchi di panico
Ansia
Fobie
Terapia del dolore
Disturbi o disfunzioni sessuali
MEDIAZIONE FAMILIARE
La Mediazione Familiare è un intervento extragiudiziale scelto volontariamente dai coniugi, atto a favorire la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista della separazione e/o divorzio o in seguito ad essa.
Il suo obiettivo è quello di facilitare i genitori ad esercitare le proprie responsabilità parentali in un clima di cooperazione nell'interesse dei figli.
Nella Mediazione, le parti ricercano interessi reciproci sui figli, le finanze, le proprietà e su qualsiasi altro bisogno che essi presenteranno come tale.
Il percorso si conclude con la stesura di un Accordo Scritto che fungerà da guida.
Poiché il percorso di mediazione è un processo collaborativo di risoluzione del conflitto è utile pensarlo come uno strumento `per vincere tutti e due` - come afferma Lisa Parkinson- dove non c'è tra i due coniugi, uno che possa vincere sull'altro, ma dove un terzo che non ha potere se non quello che i coniugi stessi gli conferiscono, prende in carico non solo la dimensione del contenuto/oggetto della disputa ma ha a cuore anche gli accordi ed il contenuto del disaccordo.
Il percorso di mediazione serve ad accompagnare i genitori in conflitto nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sè e per i figli ed a trovare o ritrovare una comunicazione il più possibile funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci di idearne altri in base all'evoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che la vita porterà loro di fronte.
L'intervento consiste in una serie di incontri tra i genitori in conflitto e un mediatore, al fine di raffreddare i conflitti e trovare soluzioni realistiche per l'esercizio dei diritti/doveri parentali e per il mantenimento di soddisfacenti relazioni affettive con i figli.
Possiamo sinteticamente riassumere che la Mediazione Familiare in generale serve:
- ad accompagnare i genitori in conflitto nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sè e per i figli;
- a trovare o ritrovare una comunicazione il più possibile funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci di trovarne altri in base all'evoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che la vita porterà loro di fronte.
L'intervento può essere utile a:
- Ai coniugi che hanno deciso di porre fine al proprio matrimonio.
- A coloro che stanno pensando di farlo.
- Alle coppie in crisi indecise sul da farsi.??
- Alle coppie già divorziate che intendono rivedere i propri accordi
PROBLEMATICHE RELAZIONALI
Chi ha problemi relazionali manifesta spesso bassa autostima e insicurezza, può avere difficoltà a trovare partner adeguati, a gestire relazioni sentimentali e affettive.
In questi casi una psicoterapia può essere molto utile per creare una situazione protetta in cui la persona può familiarizzare con le sue paure e imparare a gestirle, sperimentandosi via via nei contesti esterni.
Un sostegno psicologico è indicato anche nei casi in cui la comunicazione con il partner sia molto logorata, o perché i conflitti sono molto aspri o perché si protraggono da molto tempo.
L'obiettivo principale è quello di ristabilire un clima di fiducia sia personale (nelle proprie competenze, capacità e risorse) sia di coppia, correggendo i comportamenti e gli atteggiamenti disfunzionali e prendendosi cura della relazione, trovando modi costruttivi di confronto.
Le difficoltà relazionali possono essere innescate da eventi di vita importanti che in molti casi creano un'interruzione della comunicazione e causano tensioni che mettono a dura prova il rapporto fino, in alcuni casi, alla rottura.
Quando, si è troppo occupati a gestire le difficoltà della vita quotidiana è più facile ignorarne gli effetti sul rapporto di coppia.
Vediamo quali sono le principali difficoltà in una relazione:
Paura del cambiamento - in molti casi si fanno i conti con la paura che il partner potrebbe cambiare, o all'inverso con la preoccupazione che potrebbe non farlo mai.
Paura dell'abbandono - alcune persone non vogliono stare da sole, e sono terrorizzate al pensiero di essere respinte o abbandonate. Questo può portarle a vivere situazioni di coppia frustranti pur di non essere lasciate o all'inverso a ricercare continuamente partner diversi che possano colmare il loro bisogno di vicinanza e di attenzione.
Lavoro - le differenze di ambizione, di carriera possono avere un grave impatto sul rapporto. Anche un'improvvisa perdita del lavoro può aggiungere una tensione significativa in qualsiasi rapporto.
Infedeltà - L'infedeltà può variare da un errore di una notte ad un periodo lungo e pianificato. L'infedeltà non significa per forza la fine del rapporto, ma può avere sicuramente un doloroso impatto a breve e a lungo termine.
DISTURBI D`ANSIA
L'ansia è uno stato di attivazione psicofisica normale, che ci permette di fronteggiare diverse situazioni e di svolgere, nel migliore dei modi, prestazioni o compiti.
Nel momento in cui risulta eccessiva e porta la persona a sperimentare un disagio o a evitare situazioni generalmente considerate normali (uso dei mezzi pubblici più comuni o dell'aereo, uso dell'ascensore ecc... ), ci troviamo di fronte a un disturbo che può essere affrontato e superato solo con l'aiuto di uno psicologo.
Qual è l'origine dell'ansia? Molti psicologi e psicoterapeuti sono concordi nell'affermare che l'origine è soggettiva, ma possiamo riscontrare delle macrocategorie date dall'educazione ricevuta, quindi dalla struttura di personalità, da traumi vissuti anche molto recenti, sentimento di impotenza dato da alcune circostanze (lavorative, sentimentali o sociali) ma anche da componenti genetiche.
Oltre a ciò, non esiste un unico tipo di ansia, ma diverse forme come l'ansia generalizzata, il disturbo d'attacco di panico con o senza agorafobia, la fobia specifica e il disturbo ossessivo compulsivo.
In particolare nell'attacco di panico si avverte una sensazione imminente di morte e la persona che vive questa sensazione, avverte sintomi molto simili a quelli infartuali.
L'obiettivo della psicoterapia non è solo la remissione del sintomo, ma il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni del paziente.
L'approccio utilizzato è quello psicodinamico, che consiste nell'osservare il sintomo nel contesto nel quale si manifesta, raccogliendo quante più informazioni possibili sulla sua funzione (ad es. in quale situazione e in quale fase della vita si manifesta, quali strategie sono state utilizzate dal paziente e come la sua vita è cambiata dalla comparsa del sintomo), per procedere poi con la comprensione ed elaborazione di quali eventi hanno portato alla sua manifestazione.
Comprendere ed elaborare la nascita del sintomo è fondamentale affinché esso non si ripresenti nella sua forma o in modalità simili come spesso accade con l'utilizzo di altri approcci che hanno come unico scopo quello di debellare il problema nel `qui e ora` risultando inizialmente più efficaci; col passare del tempo per può capitare che se il paziente si trovi a vivere situazioni simili a quelle che lo hanno portato la prima volta a richiedere una consulenza, possa ricadere nel sintomo. La psicoterapia psicodinamica, invece, promuovendo un cambiamento interno dell'individuo, finalizzato alla comprensione della propria identità e di come essa si sia strutturata fornisce alla persona gli strumenti necessari ad affrontare anche eventi futuri.
ELABORAZIONE DEL LUTTO E DEPRESSIONE
Il dolore del lutto si differenzia da quello dovuto ad altre perdite per intensità della perdita, alla quale non è possibile rimediare: lutto comporta la necessità di accettare una perdita.
L'accettazione è un processo che implica la tendenza al rifiuto, inteso, in questo caso come il desiderio del soggetto di credere che la perdita non si sia verificata.
La sofferenza è determinata dal distacco e nasce dall'intensità del legame che avevamo con la persona persa.
Il vissuto di lutto non rappresenta, di per sé, un fenomeno patologico si tratta comunque un processo impegnativo, non facile da vivere, a prescindere dagli eventi che hanno determinato la perdita.
È possibile che la persona che ha subito un lutto rimuova il dolore legato alla perdita, congelandone l'elaborazione, o semplicemente potrebbe nascere uno stato di grande sofferenza oppure, può capitare che compaia una sintomatologia depressiva come una delle complicazioni più frequenti.
La depressione è un disturbo dell'umore molto invalidante nel quale la persona si sente di umore triste e perde piacere e interesse per quasi tutte le attività.
E' uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione generale.
Naturalmente a tutti può capitare di avere dei momenti di tristezza e di scoraggiamento, sia in relazione a particolari eventi dolorosi della vita, che alle difficoltà quotidiane, ma ciò non significa che si è depressi, anzi: in molti casi la tristezza, se ascoltata, può essere utile a domandarsi cosa non funziona nella nostra vita e motivarci a mettere in atto dei cambiamenti per poter stare meglio.
La persona depressa sente che ogni azione che prima svolgeva facilmente, ora richiede uno sforzo enorme, sente e descrive il proprio umore come depresso, triste, senza speranza, scoraggiato o `giù di corda`.
La tristezza è spesso accompagnata a disturbi del sonno, soprattutto da insonnia, perdita di interessi ed appetito ridotto.
Spesso si hanno forti sensi di colpa e sentimenti di autosvalutazione questo accade poiché ci si sente incapaci e si continua a rimuginare su piccoli errori passati.
Eventi di poco conto vengono vissuti dalla persona depressa come prova di difetti personali che confermano un esagerato senso di responsabilità riguardo ad eventi sfavorevoli.
La depressione è un disturbo molto difficile da comprendere per amici e familiari che spesso non riescono a darsi una spiegazione di tanta tristezza e talvolta sono portati a pensare che uno `sforzo` possa aiutare. Ma quando tutto appare nero e senza via d'uscita, sottolineare quanti motivi ci sarebbero per essere felici non è davvero di nessun aiuto per la persona depressa. Del resto stare vicino ed aiutare chi è depresso non è facile e spesso i familiari si sentono impotenti di fronte a tanta tristezza.
IPNOSI
IPNOSI REGRESSIVA
Punti di Forza
La mia professione di psicologa mi ha permesso di riscontrare che molto spesso le difficoltà quotidiane possono comportare l'incapacità di definire le cause del nostro malessere: quando questo accade si genera grande confusione, si diventa diffidenti, nervosi, si incrinano i rapporti e questo disagio può creare nella persona l'incapacità di comunicare in modo chiaro, semplice e diretto, ciò che non va.
É in momenti come questo che risulta fondamentale chiedere un supporto psicologico che ci aiuti a fare chiarezza in noi.
Chiedere aiuto è un `fare` verso e per se stessi che contribuisce a migliorare la propria persona facendo affiorare capacità nuove. Fondamentale si rivela comprendere e sviluppare continuamente il proprio essere.
È importante essere liberi di agire con maggiore consapevolezza e responsabilità, concedendosi la possibilità di sbagliare ma anche di trovare le risorse che possono essere utili ad affrontare i periodi di difficoltà.
Promuovo il benessere e la crescita dell'individuo, e della coppia, nel percorso di vita.
Mi occupo di disagio dell'adulto aiutandolo ad affrontare problemi di vita quotidiani, o relativi a separazioni, lutti e depressioni, dipendenza affettiva, sindromi ansiose ed attacchi di panico e difficoltà relazionali.
Nell'ambito della famiglia mi occupo di sostegno a tutto il gruppo familiare ed alla coppia, sia coniugale che genitoriale, in momenti di difficoltà come la separazione dai propri piccoli, perdita di capacità di comunicazione, le fughe e dipendenze dei loro figli adolescenti.
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